Canzone post-d’Autore (?)

Di - 15/12/2014

Canzone post-d�Autore (?)

Sono state consegnate il 6 dicembre al Teatro Ariston di Sanremo le targhe Tenco 2014, andate—per la cronaca—a Museica di Caparezza come album dell’anno (in realtà tutto il materiale non doveva oltrepassare, come data d’uscita, il 31 agosto), Penisolâti del friulano Loris Vescovo come miglior disco in dialetto, Le cose belle di Filippo Graziani (figlio di Ivan) per l’opera prima, Dago Red di Raiz e Fausto Mesolella per il miglior album d’interprete e “Lettera di San Paolo agli operai” dei Virginiana Miller come canzone dell’anno. Tutti i premiati si sono esibiti in un miniset, così come l’ospite d’onore David Crosby, a sua volta oggetto di un premio alla carriera.

Ora, senza voler entrare nel merito di tali assegnazioni (è la maggioranza, nella fattispecie una nutrita giuria di giornalisti, che fa la legge), proviamo a lanciarci in qualche considerazione per così dire tangente. Limitandoci a due categorie: i migliori album rispettivamente di (cant)autore e di interprete. Nel primo contesto è evidente ormai da anni un vistoso cambio di rotta, un palpabile ricambio generazionale che dai votanti scivola ai votati e viceversa. Ciò determina regolarmente la presenza, nella cinquina delle nomitations emerse dal primo giro di consultazioni su cui i grandi elettori (chiamiamoli così) devono tornare a esprimersi una seconda volta, di artisti giovani e non di rado poco noti, fuori da logiche di majors e conventicole varie.

Tutto ciò ci consente di evidenziare (tagliando tutto un po’ con l’accetta, ma è piuttosto inevitabile) un paio di filoni “dominanti” tra coloro che hanno seguito le seconde e terze generazioni cantautoriali, vale a dire grosso modo i trenta/quarantenni…

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About Alberto Bazzurro

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