Avanti o indietro?

Di - 30/03/2015

Avanti o indietro?

La più o meno contigua uscita di reperti d’epoca di Jarrett, Osborne e Soft Machine ci induce a una disamina a largo raggio su cos’era e verso dove si muoveva il jazz, pur se in senso lato, nell’epoca in cui tanti ragazzi provenienti dal rock più o meno progressivo vi confluivano a frotte. Cercando anche di ragionare su com’è mutato in questi quarant’anni il concetto di avanguardia, di autenticità espressiva, sana sete di ricerca, e concetti analoghi.

Ci è capitato di recente di sentir definire Keith Jarrett un musicista d’avanguardia. Le considerazioni che un’affermazione del genere suggerisce sono molteplici. Intanto Keith Jarrett non è affatto un musicista d’avanguardia. Non più, almeno, da trent’anni a questa parte. Ma già prima di questo tempo, un Arrigo Polillo (morto nell’84) aveva opposto—a un lettore di Musica Jazz?—la stessa obiezione: Jarrett non appartiene all’avanguardia. Nemmeno allora, a suo dire.

In realtà l’avanguardia l’ha praticata, Jarrett, ne ha fatto parte, anche se magari, in anni in cui la vedevamo come un qualcosa di fisiologicamente antigrazioso (i fatidici “due o tre fischi, due o tre note” dei detrattori del free), anticonsolatorio, antiaccomodante, antitutto, qualcuno può non essersene accorto.

Ce ne siamo accorti oggi (in realtà qualche mese fa) all’uscita di un album dello spessore di Hamburg ’72 (ECM). E non tanto nei generosi profluvi pianistici che ovviamente innervano (e nobilitano) l’album, veramente maiuscolo, infilandosi non di rado in incunaboli estetico-espressivi che sempre più di rado il Nostro avrebbe arrischiato nel prosieguo, ma invece quando Jarrett soffia dentro al suo flautino etnico (che ci fa tornare alla mente il suo Ruta and Daitya, inciso (e uscito) all’epoca dei fatti in duo con Jack DeJohnette) così come un Don Cherry (quello di Eternal Rhythm, per esempio), e soprattutto dentro al tubo dritto e irruvidito del soprano, cui dà voce col piglio (e la libertà) di un Sam Rivers, però più brutale (ci avreste creduto?), a tratti quasi belluino…

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Foto
Keystone/Getty Images (Soft Machine, 1970) e Tonino Tucci (Jarrett, homepage).

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