Marzo 2004
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Bowindo: quando i suoni si affacciano all'arte
Francesca Bellino
high energy noise poetry clean walls and ears
Bowindo è una neonata etichetta italiana. Promuove e produce musica sperimentale,
elettroacustica e acusmatica di compositori (per ora Martusciello,
Tricoli, Bosetti, Sciajno, Ielasi) che lavorano con il suono
in tutti i caratteri che esso potenzialmente vorrebbe sviluppare e con tutti i rischi
che tale approccio comporta.
I rischi, diciamolo subito, sono connessi al fatto che si
tratta di musica tecnologica di ricerca che si concretizza in una forma d'arte sonora.
Ciò significa che mettendosi nella prospettiva di chi compone, il CD è un percorso, uno
tra i possibili, quello immaginato, sondato, realizzato. Per chi ascolta, il CD è però
un'opera conclusa, ma aleatoria, soggetta pertanto a innumerevoli
interpretazioni che nascono e muoiono nella sensibilità di chi ascolta.
La fruizione di
tale musica - che nella sua pratica mantiene tutti i connotati della perfomance
[su traccia] - a posteriori è ardua, ostica, quasi ai limiti della comprensibilità per
chi non ne sia già allenato. Allontanandoci dalle organizzazioni sonore più astratte si
entra in territori di confine, estremi direbbe qualcuno, dove l'estremo non è rumore, nè
tantomeno silenzio. L'estremo per pardosso diventa il suono stesso, la nozione che di
esso si ha, l'approccio del compositore sulle parti che lo compongono.
L'approccio a questi quattro CD non è facile e non va minimamente semplificato perché
ogni singolo disco non è che una piccola parte di un tutto che andrebbe seguito nel
suo itinere teoretico e poi meccanico. Teniamo presente, infatti, che sulla traccia del
CD si trovano stratificate fasi di lavoro diverse (contemporanee e no). In alcuni casi i
suoni provengono dallo sfioramento, dalla percussione, dalla rottura di oggetti a cui
sono apposti microfoni. In altri casi, sono la risultante di flussi manipolati. Nella
traccia audio del CD, tutto si deposita come si trattasse di un crogiulo che accoglie e
mescola alchimie. Questa mescola alchemica avviene grazie a sintetizzatori e live
electronics, cioè all'utilizzo in tempo reale di programmi e strumenti elettronici
che intervengono sui suoni (strumentali e no) provenienti da più periferiche.
L'intervento diretto agisce su tutti i parametri del suono. Il fenomeno fisico-acustico
risultante viene poi proiettato nello spazio [e nella traccia audio].
Detto questo, come comunicare il contenuto dei CD in questione? Ripetiamo che la
problematicità e il senso di una loro recensione non va assolutamente sottovalutato
perché bisogna essere consapevoli di compiere una operazione d'astrazione e
d'interpretazione del percorso di ciascun compositore, operazione senza dubbio opinabile
e se vogliamo superflua. Si introducono necessariamente metafore (estremi, esplorazioni,
crogiuoli e quant'altro), dove i tanti e diversi limiti difficilmente spiegabili - con i
quali tuttavia i compositori si confrontano - cercano aiuto in parole del senso comune.
Tutto per rendere più vicine esperienze che rimangono ancora troppo lontane. E proprio
in questa spaccatura insanabile tra fermento teorico da una parte e senso comune
dall'altra affondano ancora incomprensioni e diffidenze che circondano i protagonisti di
questi lavori nell'odierna Italia. Qui si lavora ai margini, in un territorio estraneo
(e a forza estraniato) dal sentire la musica oggi. Non resta che constatare - non senza
una profonda amarezza - che tali lavori sembrano destinati a fissarsi come fossero
oggetti e prodotti d'avanguardia, purtroppo più utili alla critica, che al fare cultura.
Il primo CD prodotto dalla label Bowindo, è forse il più radicale. Aestethics of the
Machine, spiega Elio Martusciello, "è un esperimento che potrebbe essere
definito come il punto d'ascolto della macchina". Il campo di frequenza audio di questo
lavoro si spinge oltre le possibilità percettive dell'ascoltatore, volutamente. Si
lavora con frequenze ultrasoniche (sopra i 20.000 Hertz) e infrasoniche (sotto i
16 Hz). I suoni prodotti nel CD sono generati al massimo volume consentito dal sistema
digitale (OdB). Un gioco audace sulla definizione classica di "fortissimo" che qui perde
ogni suo reale punto di riferimento (e senso). Da questa provocazione nasce un lavoro di
paradossale bellezza: in uno spazio compositivo totalmente saturo ("totalmente sonoro,
anche se oltre le nostre possibilità d'ascolto") si generano vuoti, nicchie, strappi in
cui pare che tutto imploda nel silenzio. Falso, perché in queste volute depressioni
sonore, scaturite dalle interferenze, dalle collisioni e dagli urti delle iperfrequenze,
nasce una sorta di suono nuovo. Inconstintente e fragile. Violento e tagliente.
Cinque tracce che, nelle parole di Martusciello, cercano di rispondere a una concreta
logica radicale e a una sorta di purismo elettronico: "in questo lavoro quanto si
ascolta è il punto d'incontro violento (urto, collisione) tra l'uomo e la macchina che
guida l'ascoltatore in una zona d'ascolto, spettrale e disturbante, che in
definitiva non è solo all'interno della mente e del pensiero, ma anche un prodotto" . Il
suono conturba, confonde e disturba con una radicalità difficilmente toccata prima di
questa esperienza.
I diciannoveminutiediciannovesecondi di Valerio Tricoli partono laddove
Martusciello ci deposita. In una zona d'ascolto totalmente altra. Tricoli
interferisce sui suoni prodotti da oggetti, voci lontane, situazioni in dissolvenza,
amnesie e improvvisi ritorni di memoria. La traccia cristallizza pulviscoli di memoria
dove tutto si fonde (rumori, movimenti nello spazio, voci, suoni, melodie mai intonate)
ma dove tutto viene inesorabilmente sfocato. Nella zona emergono di continuo
scoppiettanti schegge di vita, di oralità, di quotidianità. Emblematico è il grido del
bimbo: quando per un attimo si pensa a una voce venuta a quietarlo, rompe il suono cupo,
metallico, e tutto ancora sprofonda lontano. Tricoli conduce la propria musica come una
barchetta alla deriva, lenta nell'infittirsi dei misteri che la circondano. La sonorità
è un battito discontinuo che fa oscillare la barchetta, crepitano le onde
nell'avvicinarsi della fine, ma ancora e sempre angosciantemente oscilla la barchetta.
Mondo esteriore (did they?) e mondo interiore (did i?) scompaiono: una
lunghissima ghost track ci scaraventa nel solo pulviscono di materia celebrale
rimastaci.
Da quel punto pulviscolare partono il sassofonista Alessandro Bosetti e la radio
performer Antje Vowinckel. Charlemagne, la vue attaché sur son lac de
constance, amoreux de l'abime caché - titolo rebus - si snoda in tre percorsi (i
primi due a firma di Boselli, il terzo della Vowinckel) dove a differenza di quanto
prima ascoltato si fa largo uso del silenzio, della pausa, della sospensione.
Il primo percorso elettroacustico sviluppa inizialmente una pulsazione, lenta e frammentaria,
dipanandola in una narrazione acida che alterna frammenti di una voce femminile che
scandisce nomi di isole a ritmi di un nuovo tribalismo elettroacustico. Il fantomatico
periplo tra isole ("Sardinia and Japan are Islands") gonfia il suono dandogli il colore
della vertigine. Con il trascorrere dei minuti lo espande sulla traccia,
metabolizzandolo infine in un sibilo sinistro. Il secondo percorso
alettroacustico, "Kitchen Piece", sviscera in quasi ventritre minuti una dimensione
dell'interiore. Fasci sonori vengono pungulati da "misurate" interferenze. I canali di
flusso si aprono e si chiudono, alternando di volta in volta il parametro del carattere
da modificare. Chiude un gioco di acuti, proiettati nell'etere come una costellazione.
Il terzo percorso, "NIPPS", è un pezzo composto da Antje Vowinckel. Aperto da un lungo
passaggio strumentale di suoni metallici e di vibrazioni sinistre, il suono prende poi
voci che esplodono a botti, pulsano, gridano.
The dεtb album: documenta la collaborazione tra il contrabbassista Do
Shine'o (aka Sciajno) qui "real time computer processing" e Prinsjan
(aka Gert-Jan Prins) "electronics, fm/am modulations". I cinque pezzi che
scaturiscono dall'incontro sono decisamente interessanti. Tecniche diverse dei due si
fondono, bilanciandosi ma anche contraddicendosi, annullandosi, zittendosi, cozzando
l'una contro l'altra. Questo lavoro si costruisce attorno un'intelaiatura concettuale
forte, caratteristica che segna un po' la ricerca dei due performer qui in gioco. Con
una consapevole padronanza di mezzi, il prodotto finale (l'opera di cui si parlava)
pare tentare il recupero di sonorità (quali?), che gioco forza distorce una volta
carpite (come le modulazioni di frequenza radiofonica). La sonorità "recuperata" -pur
conservando ampissime oscillazioni di frequenze e dissonanze oltremodo lontane dal comune
sentire musica- risulta fluida, meno spigolosa e onirica di quelle precedentemente
viste, più concreta e schietta.
Le sonorità di questi quattro lavori trascinano, o meglio sbalzano, in una
dimensione unica, pulviscolare, dove le infinitesime particelle (frequenze) che
compongono e costruiscono il suono medesimo diventano materia grezza e ruvida da
scolpire. Ponete dunque il vostro CD nel lettore, lavorate sull'amplificatore fino ad
ottenere il compromesso acustico a voi più gradito. Di quanti più canali potete disporre
è meglio. A voi tutto il resto, la musica - ruvida e complessa - ma le contraddizioni
travolgono comunque.
Valutazione: * * * * (una media di tutto, teoria e prassi)
Sito della Bowindo:
www.bowindorecordings.com
Bowindo è distribuita da Fringes Recordings:
www.fringesrecordings.com
Pagina web di Elio Martusciello:
space.tin.it/arte/eliomart
Sito di Alessandro Bosetti:
www.melgun.net
Pagina web di Valerio Tricoli:
www.ixem.it/pages/schedeBio/valerio_tricoli.htm
Sito di Gert-Jan Prins:
www.gjp.info
Sito di Domenico Sciajno:
www.headroom.ws
Bowindo 01
Elio Martusciello - Aestethics of the Machine
01. out of our mind - 20:05
02. OdB - clashes (toxic) - 14:55
03. total fulness (inexpressive) - 0:32
04. Hz - limits of the technology - 14:59
05. point of listening (beyond - human) - 6:57
Bowindo 02
Valerio Tricoli - Did They? Did I?
did they? did i? - 19:19
Bowindo 03
Alessandro Bosetti, Antje Vowinckel - Charlemagne, la vue attachée sur son lac
de Costance amoureux de l'âbime caché
01. Sardinia and Japan are Islands (Alessandro Bosetti) - 17:59
02. Kitchen Piece (Andrea Bosetti) - 22:37
03. NIPPS (Antje Vowinckel) - 9:30
Bowindo 04
Domenico Sciajno, Gert-Jan Prins - The Dεtb Album
01. casocity - 6:20
02. stonone - 13:54
03. diamonds will do - 10:19
04. tablerock - 9:16
05. vinexology - 8:20
Domenico Sciajno (real time computer processing)
Gert-Jean Prins (electronics, fm/am modulations)
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